Le scale modali - Federico Truzzi | Official Website
music, composer, film, film composer, audio, sound, design, advertisements, ads, commercial, animation, piano, strings, violin, cello, viola, orchestra, cinematic, minimalistic, metal, rock, guitar, music composition
22190
page-template-default,page,page-id-22190,cookies-not-set,qode-social-login-1.0,ajax_updown_fade,page_not_loaded,,select-theme-ver-4.5, vertical_menu_transparency vertical_menu_transparency_on,menu-animation-underline,fs-menu-animation-underline,popup-menu-text-from-top,wpb-js-composer js-comp-ver-5.5.2,vc_responsive

      TEORIA – Le scale modali

Un modo è un insieme ordinato di intervalli musicali derivato da una corrispondente scala musicale variando semplicemente la nota iniziale.

I modi musicali più noti e studiati, sono i modi della scala diatonica, ai quali vengono attribuiti specifici nomi. L’importanza di tale scala e dei relativi modi nella musica occidentale è dovuta al fatto che su essa si basa il sistema tonale occidentale, ovvero l’insieme delle “note di base” di qualsiasi brano musicale: in particolare nella musica occidentale al concetto di modo è legato quello di tonalità, dal momento che quest’ultima sfrutta la definizione di modo.

I modi e le scale modali non sono utilizzati esclusivamente per la definizione delle tonalità dei brani, ma anche indipendentemente da queste all’interno dei brani, nella tessitura melodica ed armonica: un uso particolare di scale modali viene effettuato nel jazz, e più in particolare nella corrente definita, appunto, jazz modale.

Le scale modali estendono e in qualche modo completano, nella musica, il concetto di scala musicale tipico dell’armonia classica tradizionale. Una melodia impostata su scale modali, all’orecchio moderno e occidentale, induce l’idea di qualcosa di sospeso, arcaico, indefinito.

 

Costruzione scale modali sui gradi della scala maggiore

 

IONICO

Ionico_Jpg

E’ la scala maggiore e rappresenta il I grado ed è  strutturata T-T-st-T-T-T-st. Si trova quindi una sequenza I-II-III-IV-V-VI-VII.

DORICO

Dorico_JPG

Si tratta di una scala minore strutturata T-st-T-T-T-st-T. Rispetto alla scala minore naturale è alterata sul VI grado che in questo caso è maggiore. Si trova quindi una sequenza I-II-IIIm-IV- V-VI-VIIm.

FRIGIO

Frigio_JPG

Si tratta di una scala minore strutturata st-T-T-T-st-T-T. Rispetto alla scala minore naturale è alterata sul II grado che in questo caso è minore. Si trova quindi una sequenza I-IIm-IIIm-IV- V-VI-VIIm.

LIDIO

Lidio_JPG

Si tratta di una scala maggiore strutturata T-T-T-st-T-T-st. Rispetto alla scala magiore è alterata sul IV grado che in questo caso è eccedente. Si trova quindi una sequenza I-II-III- IVecc-V-VI-VII.

MISOLIDIO

Misolodio_JPG

Si tratta di una scala maggiore strutturata T-T-st-T-T-st-T. Rispetto alla scala magiore è alterata sul VII grado che in questo caso è minore. Si trova quindi una sequenza I-II-III-IV-V- VI-VIImin.

EOLIO

Eolio_JPG

Si tratta di una scala minore chiamata anche minore naturale ed è strutturata T-sT-T-T-sT-T- T.. Si trova quindi una sequenza I-II-IIIm-IV-V-VIm-VIIm.

LOCRIO

Locrio_JPG

Si tratta di una scala semi-diminuita strutturata st-T-T-st-T-T-T. Rispetto alla scala minore naturale è alterata sul II grado che in questo caso è minore e sul V grado che in questo caso è diminuito. Si trova quindi una sequenza I-IIm-IIIm-IV-Vm-VI-VIIm.

 

Metodologia di lettura e studio delle scale modali

 

PARTENDO DAI GRADI

A partire dalla scala maggiore si possono ricostruire facilmente tutti i modi ricordandone l’ordine (in base al loro grado rispetto a quello del modo Ionico).

ScalaModale_01

La nota di partenza della scala, nel modo desiderato, sarà ovviamente quella del grado corrispondente (es: nel caso del modo Lidio la prima nota da suonare, la tonica, sarà la quarta della sequenza della scala maggiore a cui ci si sta riferendo).

Ottenuta a questo punto la scala maggiore nel modo desiderato non resta che traslarla fino al tono finale.

Esempio:
Voglio ottenere il modo Eolio della scala maggiore di Gb. Considero la scala maggiore di C, la più comoda dato che non presenta alterazioni: C D E F G A B C. Il modo eolio corrisponde al VI grado della scala maggiore, quindi prendo come punto di partenza il A ottenendo: A B C D E F G A. A questo punto traslo la scala dal A al Eb (intervallo di V dim, 6 semitoni): Eb F Gb Ab Bb Cb Db Eb.

 

PARTENDO DALLE EQUIVALENZE DELLA SCALA DI C

Un altro modo comodo per ricostruire la sequenza di note di ogni modo è memorizzare a quale scala maggiore ionica corrisponde ogni modo della scala maggiore di DO. Eseguendo la scala in questione partendo dalla nota di C (Tonica) si otterrà il modo desiderato.Resta solo da traslare la scala alla tonalità desiderata.

modo ionico di C: si esegue la scala maggiore di C maggiore
modo dorico di C: si esegue la scala maggiore di Bb
modo frigio di C: si esegue la scala maggiore di Ab
modo lidio di C: si esegue la scala maggiore di G
modo misolidio di C: si esegue la scala maggiore di F
modo eolio di C: si esegue la scala maggiore di Eb
modo locrio di C: si esegue la scala maggiore di Db

PARTENDO DAGLI INTERVALLI

Se si preferisce vedere come variano gli intervalli, toni (T) e semitoni (st), nei vari modi, si veda lo schema seguente. Si noti, in particolare, come i semitoni si spostano di un posto a sinistra di riga in riga:

T – T – st – T – T – T – st Ionico (Maggiore)
T – st – T – T – T – st – T Dorico
st – T – T – T – st – T – T Frigio
T – T – T – st – T – T – st Lidio
T – T – st – T – T – st – T Misolidio
T – st – T – T – st – T – T Eolio (Minore)
st – T – T – st- T – T – T Locrio

Questo forse è il metodo più corretto anche perché è quello che permette di controllare tutte le varie alterazioni che ci sono da modo a modo. Infatti, grazie a questo sistema è facile ragionare sul concetto di modalità e non sulla tonalità della scala.

Bisogna ricordare le varie alterazioni che ci sono nelle scale rispetto alla scala maggiore e rispetto alla sua relativa minore, questo aiuta a riconoscere il suono tipico della scala modale.

 

PRENDENDO COME RIFERIMENTO LA SCALA MAGGIORE E LA SCALA MINORE NATURALE

Un ultimo modo, ma forse uno dei più efficaci per poter studiare le scale modali è quello di prendere le scale principali come riferimento e calcolarci le alterazioni. Analizzando le scale modali possiamo notare che ci sono 3 scale maggiori (Ionico, Lidio, Misolodio), 3 scale minori (Dorico, Frigio, Eolio) e una semidimuita (Locrio). Prendendo come riferimento il modo Ionico possiamo ottenere il Lidio semplicemente alterando il IV grado alzandolo di mezzo tono (IV ecc), mentre per ottenere il Misolodio basterà solo abbassare di mezzo tono il VII grado (VII min). Stesso ragionamento si può fare per le scale minori, dove, prendendo come scala di riferimento l’Eolio, basterà semplicemente alzare il VI grado (VI M) per ottenere il Dorico o abbassare il II grado (II min) per ottenere il Frigio. Per ottenere il Locrio invece, essendo una scala semi diminuita, basti pensare a due alterazioni rispetto all’Eolio (IIm e V dim).

Scala-Diatonica1 (1)
Scala-Modale_costruita_sul_do
Scala-Modale-1-ottava_DEF