Pentatoniche modali - Federico Truzzi | Official Website
music, composer, film, film composer, audio, sound, design, advertisements, ads, commercial, animation, piano, strings, violin, cello, viola, orchestra, cinematic, minimalistic, metal, rock, guitar, music composition
22199
page-template-default,page,page-id-22199,cookies-not-set,qode-social-login-1.0,ajax_updown_fade,page_not_loaded,,select-theme-ver-4.5, vertical_menu_transparency vertical_menu_transparency_on,menu-animation-underline,fs-menu-animation-underline,popup-menu-text-from-top,wpb-js-composer js-comp-ver-5.5.2,vc_responsive

TEORIA – Pentatonica Modale

Abbiamo avuto già modo di analizzare la scala pentatonica e di vedere alcuni suoi possibili utilizzi: con essa è difficile “uscire” dall’armonia anche perché la stessa scala si può utilizzare su più tonalità senza avere effetti collaterali. La sua magia sta infatti nella sua composizione: I-II-III-V-VI per la scala maggiore e I-III-IV-V-VII per la minore. Però questa scala è si facile da far suonare in diversi contesti, ma è altrettanto una scala che non mi caratterizza nessun modo.

Quindi se io volessi utilizzare una scala formata da pochi suoni ma che fosse molto caratterizzante per il modo che ho scelto di usare, come posso fare?

Se si analizza bene si può notare che nella pentatonica maggiore manca di fatto il IV e VII grado (tritono) che sono le note che caratterizzano i modi: aumentando il IV rispetto alla scala maggiore infatti otteniamo il modo LIDIO mentre abbassando di mezzotono il VII sempre rispetto alla scala maggiore si ottiene il MISOLIDIO.

Stesso identico discorso per quanto riguarda la scala minore: mancano il II e il VI che se alterati otteniamo FRIGIO (II minore) e DORICO (VI maggiore). Il LOCRIO necessità di un “trattamento” doppio (V diminuita e II minore).

Proviamo quindi a costruire una pentatonica modale, ovvero una scala formata da cinque suoni che però contenga le note caratteristiche della scala modale. Partendo dalla composizione della triade I, III, V (questi suoni li manteniamo perché sono molto utili a definire l’accordo preso in questione) e sostituiremo quindi, nella scala maggiore, il II e il VI con il IV e VII. Quindi, per esempio, otterremo una scala pentatonica ionica così formata:

C, E, F, G, B

Da questa scala quindi per ottenere il suono caratteristico modale basterà alterare il grado interessato, ovvero nel caso del Lidio diventerà

C, E, F#, G, B

mentre nel Misolidio

C, E, F, G, Bb

Stesso identico ragionamento lo possiamo fare per le scale minori: partendo dalla posizione della pentatonica minore manteniamo le note della triade (I,III,V) e sostituiamo le note non caratteristiche IV e VII con i gradi II e VI. Quindi per esempio dalla pentatonica modale di Am Eolio:

A, B, C, E, F

Possiamo ottenere la pentatonica modale Dorica alterando il VI grado:

A, B, C, E, F#

E la pentatonica modale frigia Alterando il II grado:

A, Bb, C, E, F

Infine, partendo sempre dalla posizione Eolia si può ottenere la pentatonica modale Locria alterando 2 note:

A, Bb, C, Eb, F

Nei file PDF è possibile osservare le posizioni della scala pentatonica modale di C Ionico, C Misolidio, C Lidio e di Am Eolio, Am Dorico, Am Frigio e Am Locrio

Pentatonica-Am-Dorian
Pentatonica-Am-Eolian
Pentatonica-Am-Frigian
Pentatonica-Am-Locrian
Posizione-Ionico-Do
Posizione-Lidio-Do
Posizione-Misolidio-Do