Cadenze - Federico Truzzi | Official Website
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TEORIA – Cadenze

Definizione:

Cadenza è un movimento armonico e melodico costituito dalla successione di 2 o più accordi e serve a dare una chiusura a un brano o un estratto musicale (che può essere anche solo una frase o una sezione).  La cadenza serve a dare una conferma della tonalità ma a volte può essere anche usata per modulare o per dare una sensazione di sospensione.

Di cadenze ne possiamo incontrare di diverso tipo e tutte con funzioni e sonorità diverse.

 

CADENZA PERFETTA

 Cadenza_perfetta

Cadenza data da V-I con la sensibile (B) che risolve sulla tonica (C) mentre la sottodominante (F) risolve sulla mediante (E). Questa cadenza da la sensazione di conclusione e di definizione perfetta della tonalità.

La cadenza si definirà perfetta quando la tonica si trova al cantato. Nel caso in cui invece si chiuda con una nota differente al cantato (vedi la terza o la quinta) prende il nome di imperfetta.

La cadenza perfetta può essere fatta anche aggiungendo il IV (o il II) grado.

 

CADENZA PLAGALE

Cadenza_Plagale

Data dalla successione IV – I (F-C). A volte, per avere colori diversi si può utilizzare anche il IV grado minore che risolve sempre sul I (Fm-C).

 

CADENZA SOSPESA

Cadenza_sospesa

Cadenza espressa come I-V (C-G) e da una sensazione di sospensione e di non conclusione.

 

 CADENZA D’INGANNO

Cadenza_inganno

Cadenza molto simile alla cadenza perfetta dove l’ultimo accordo non è il I grado. Spesso si utilizza il VI grado (per esempio G – Am) ma un qualunque altro accordo della tonalità può essere utilizzato. Da una sensazione di sospensione e di sorpresa.

 

CADENZA EVITATA

Questa cadenza risulta essere adatta per le modulazioni. Si tratta di un movimento della dominante verso un accordo modulante ad un’altra tonalità (per esempio G7-C7).

 

CADENZA PICCARDA

Cadenza tipica dei modi minori, dove la dominante risolve sulla tonica con la terza maggiore. Per esempio se siamo in A minore, il E7 risolverà sul A maggiore. Questa cadenza serve a dare una sensazione di luce alla chiusura quando l’intero brano o estratto viene eseguito sulle tonalità buie tipiche dell’armonia minore.